Da un pò di tempo i clienti mi chiedono sempre più spesso informazioni sul piano cottura ad induzione.
E questo mi fa molto piacere.

Ho proprio notato questo fenomeno: ad inizio 2014 di solito lo presentavo io, e non c’era persona che non mi guardasse come fossi un pazzo, uno che non ha capito niente di come si cucina.

Pensa te, adesso non ce n’è uno che non mi chieda:

“ma e quel piano cottura in vetro, quello piatto senza fuochi…che mi dici? CONSUMA TANTO oppure….?”

Allora ho deciso di scrivere i pro e i contro dell’induzione rispetto al gas tradizionale (e al piano cottura elettrico, già che ci sono).

Io sono assolutamente di parte, cioè pro induzione, per il fatto che ce l’ho in casa, lo uso tutti i giorni, e naturalmente vengo anche io dall’esperienza del piano cottura a gas.

Per me vince 10 a 0.

Presumo che tu conosca già il piano cottura tradizionale a gas;
quello che probabilmente non sai è che ha una dispersione di calore notevole, detto come mangio più della metà del calore sprigionato va a finire dappertutto tranne che sotto la pentola.

Questo significa che si dimezza il rendimento, cioè stai sprecando gas (soldi) e tempo.

Cos’è invece il piano cottura elettrico?

La prima differenza che devi aver chiara in mente è la distinzione tra induzione ed elettrico.
Il piano cottura elettrico è quello in vetro con le resistenze appena sotto la superficie. La corrente riscalda le resistenze, che riscaldano il vetro, che scaldano le pentole o qualsiasi oggetto posizionato sopra.

Hai una dispersione di calore simile a quella del gas tradizionale, con la differenza che consumi molta più energia elettrica (invece di consumare il gas) e aumenti i tempi di cottura.

Entrambi (gas ed elettrico) quando hai finito di cucinare hanno raggiunto temperature vicine ai 350-400°, quindi se lo tocchi sei letteralmente fritto.

Avendo superfici così calde, se ti cade del cibo dalla pentola molto probabilmente si cristallizza e poi diventa un casino toglierlo. Questo l’hai già verificato con il gas, giusto?

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Ok, gli svantaggi credo di averli detti tutti.

Di vantaggi sinceramente io non ne vedo nessuno, quindi passiamo all’induzione.

Si tratta di una bobina che rilascia un campo magnetico che viene trasferito direttamente al fondo ferroso delle pentole, riscaldandolo.

Per verificare se le pentole funzionano, prova ad appoggiarci sul fondo una calamita. Se si attacca, allora funzionerà sul piano ad induzione.
In caso contrario il piano non “riconoscerà” la pentola e non lo potrai nemmeno accendere.

Il rendimento è superiore al 90%.

Questo significa che per far bollire 1 litro d’acqua impiegherai:

  • 8-9 minuti sul gas.
  • 3-4 minuti sull’induzione.

Non ti basta?

Ok, “distruggiamo” alcuni miti che molte persone credono vere:

1. E se poi manca la corrente come faccio a cucinare?

Se manca la corrente credo tu possa avere qualche altro problema, e non sarà sicuramente il cucinare la pasta non credi?

2. Sicuramente spenderò tantissimo in corrente elettrica.

Esempio personale: come ti dicevo ho il piano cottura ad induzione, tutti i vari elettrodomestici ed in più anche l’asciugatrice elettrica. In famiglia siamo in tre, con una bimba di tre anni (quindi lavatrice e asciugatrice si usano parecchio) e pago in bolletta elettrica circa 120€ a bimestre.

3. E se poi continua a saltarmi la corrente?

Prima di tutto, i piani cottura ad induzione hanno (quasi) tutti la possibilità di limitare il consumo impostandolo entro un certo limite (2 – 2,5 Kwh, deciderai tu).

Considera inoltre che devi portare la potenza del contatore a 4,5 Kwh, non puoi certamente lasciarla ai classici 3 Kwh.

L’esempio personale sopra comprendeva anche questo aumento di potenza.

4. Non ho le pentole adatte, devo cambiarle tutte.

Ok, forse questo è l’unica giustificazione per chi ha già la sua batteria di pentole. Anche se in commercio se ne trovano ormai da qualunque parte, e quasi tutti i nuovi modelli funzionano anche per l’induzione.

In alternativa puoi mettere un disco di ferro tra piano e pentola, ma diventa scomodo e perde un pò nella trasmissione del calore.

5. Devo cambiare modo di cucinare, non posso farlo allo stesso modo

Hai ragione, ma se cambiare vuol dire facilitare il tuo modo di cucinare, perchè no? Puoi addirittura “saltare” anche senza la fiamma viva sotto, perchè il fondo spesso della pentola accumula più calore rispetto alla fiamma.

Ad ogni modo, a meno che tu non sia uno chef con esigenze molto particolari, puoi cucinarci tranquillamente senza “stravolgere” le tue abitudini.

Non ti basta ancora? Perchè in realtà non ho ancora considerato:

  • La praticità nella pulizia (altro che acciaio, griglie, incrostazioni e rottura varie…)
  • La sicurezza (non ti ustioni, la superficie arriva al massimo a 100°-120°), non si accende se non hai la pentola giusta, puoi inserire il blocco bambini, e non rischi di lasciare i fuochi accesi (appena togli la pentola si spegne da solo).
  • E poi il timer, questo per me è super: butti la pasta, imposti i tuoi minuti di cottura al dente, e puoi andare a fare altre cose senza tener d’occhio l’orologio.
    Lo so è una stupidaggine, ma fondamentalmente io sono pigro e adoro quando la tecnologia fa certe cose al posto mio.

Naturalmente, se hai domande, contattaci commentando questo articolo.

Alla prossima!

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Fabio Dal Zotto
Vivo a Thiene e da oltre 12 anni mi occupo di arredamento di interni. Ho ideato il sistema SpazioCucina™ perchè sentivo che ai miei clienti non bastava più un insieme di "pezzi di legno ed elettrodomestici al miglior prezzo", ma cercavano un risultato specifico per le loro esigenze. Senza rischi e senza sorprese.